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Cristina

angelo del vino

Pietrasanta 16 luglio, Galleria Open One, con il Patrocinio del Comune di Pietrasanta e dell’Associazione Fidapa Versilia, BPW Italy sezione Versilia, Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari, una risorsa per lo sviluppo sociale, economico e politico del nostri paese,  un evento per una serata di piena estate:

l’Arte di Elisabetta Rogai nelle sue eclettiche composizioni, dipinti con la tecnica EnoArte©, la sensualità dei suoi foulard/pashmina e dei caftani ricavati dalla stampa dei suoi dipinti con il vino, la “Linea Vite” in partnership con l’orafo Simone Mencherini, il design con TAD, produzioni che accolgono gli ospiti in una location affascinante.

 
Bracciale _Thaiti

Nella Galleria Open One di Pietrasanta, un grande prato verde punteggiato dagli enormi massi di marmo dell’Azienda Bovecchi, dove in realtà il primo attore diventa proprio il marmo bianco, come sfondo, per una architettura musicale, armoniosa,  dove l’arte della Rogai, artista che sa ascoltare il tempo e la natura, si sposa con gusto e le tonalità del vino dando colore al marmo, svelando talento ed estro, passione e curiosità di conoscere mondi nuovi, come nuove tecniche, materiali insoliti, fashion, design e oreficeria.

collana-Rogai

Elisabetta Rogai è un’ artista mutevole come la luna, eclettica e dalle mille sfaccettature ma, sostanzialmente, artista, donna e la sua EnoArte©, il filo conduttore dell’incontro, la tecnica di dipingere con il vino. E’ testimonial Audi per Innovative Thinking e autrice del Drappellone del Palio di Siena 2015, appena rientrata dal China Import & Export Fair Complex di Guangzhou in Cina.

elisabertta rogai

La prima volta di EnoArte© sul marmo, elemento cardine dell’evento, il marmo bianco di Carrara dell’Azienda Bovecchi e il vino che, ricordando Veronelli, può essere considerato “poesia della terra”,  come incontro d’arte, su una inedita “tela”.

L’artista Rogai si cimenta per la prima volta al dipinto con il vino su lastre di marmo bianco dove la creatività dell’artista si sposa in un gioco sapiente dove l’abbinamento dell’arte con il vino è secondario soltanto all’abilità d’una grande artista, in una location affascinante, la terra dei marmi.

Una sera l’arte che si sposa con il vino con il marmo sullo sfondo. Una bella storia.


www.elisabettarogai.it

www.openone.it

press: cristina vannuzzi

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carnaroli-di-sibari

Vi avevamo già parlato dello chef Filippo Cogliandro e della sua iniziativa per le Cene della Legalità in questo post.

Oggi vi proponiamo una delle sue ricette a base di:

Carnaroli di Sibari con Pescatrice,

brunoise di zucchine, 

crema di Zucca gialla e Tartufo  silano.

Di seguito trovate gli ingredienti e le indicazioni per la preparazione per riproporre questa ricetta per una cena con gli amici oppure in un’occasione speciale.

Buona appetito!! 🙂


Ingredienti per 4 persone   

320 gr Riso Carnaroli di Sibari

600 gr coda di Rana Pescatrice

150 gr Zucchina

200 gr Zucca  gialla

20   gr Tartufo silano

1 Cipolla dorata

Olio Evo cultivar geracese Capogreco

Sale e pepe qb


Per la crema di zucca gialla

Rosolate la cipolla dorata con un filo di olio evo ed aggiungete la zucca gialla cubettata,  cuocete fino alla sua completa cottura e regolate di sale e pepe. Passate il preparato al mixer  e rendetela consistente al punto di poterla lavorare con un sac a poche.


Procedimento

Una volta pronta la crema di zucca gialla preparate una brunoise di zucchina e dopo averla leggermente brunata in padella con olio  evo, aggiungete una parte della cipolla precedentemente tritata.

Dopo aver cubettato la coda di pescatrice ad uno spessore di mezzo centimetro versatela  nella padella, regolate di sale e pepe e tostate il riso.

Aggiungete il brodo di pescatrice precedentemente preparato fino al completamento della cottura.

Mantecate con olio evo.


Composizione del piatto

Distribuite in parti uguali il risotto preparato dando la forma desiderata, create sopra di esso una spirale con la crema di zucca gialla e distribuite sopra il tartufo a lamelle.

Completate il  piatto con un filo di olio evo geracese

Crediti Ph. Giuseppe Melia


Abbinamento cibo/vino di Francesco Rando, sommelier e direttore di sala de L’ Accademia di Reggio Calabria

Abbiniamo un Pecorello o Greco di Rogliano, vitigno a bacca bianca autoctono che da vini molto profumati e morbidi. In purezza ricorda i fiori di campo, la mela verde, e ovviamente gli agrumi.

In bocca ha un attacco fresco, sapido e persistente. La vicinanza del mare e della brezza marina aggiungono una nota salmastra. Si contrappone alla tendenza dolce del riso bilanciando il rimanente gusto del piatto.

(BARONE’- CANTINA MAGNA GRECIA – Spezzano della Sila (CS)

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Chiraugi-Firenze

Il Brand Chiarugi Firenze nasce nel 1969, azienda fondata da Remo Chiarugi che segue la tradizione artigiana della pelle fiorentina, e oggi condotta dal figlio Emiliano che vive la sua toscanità con passione riletta in chiave contemporanea, una vita ad apprendere e successivamente a creare, inventare, la trasformazione di un tema come una borsa in un intreccio di arte, moda, creatività. Emiliano è un imprenditore artigiano che pone la massima attenzione al passato guardando il futuro, prima di essere designer è un vero figlio d’arte che ha respirato l’odore della pelle fin da bambino nel laboratorio del padre.

Il suo stile nasce dalla sperimentazione e dalla creatività, due doti che nel corso degli anni gli hanno permesso di attualizzare le collezioni, secondo lo stile dei mercati internazionali.
chiarugi-small-bag

Chiarugi Firenze sceglie una strada diversa dagli altri stilisti, studia e crea una linea rivolta al mondo maschile in quanto la pelle è entrata prepotentemente nella moda, nell’arredamento e nella calzatura, un giusto riconoscimento alla grande qualità artigiana della Toscana. La figura maschile è entrata prepotentemente, come consumatore, nel mondo dell’abbigliamento in pelle, oltre agli accessori, un minor consumo per usare meglio il prodotto, una maggiore educazione verso il consumatore, spingendo sulla cultura del prodotto, in termini di qualità e pregio, rispetto dell’ambiente, delle leggi, delle persone.

Oggi un produttore deve avere un grande rispetto per la storia della pelle e della concia, infatti il brand si chiama Chiarugi Firenze, a Firenze la zona di Santa Croce è strettamente legata al pellame, anticamente le pelli si risciacquavano in Arno, a due passi dalla Chiesa di Santa Croce; infatti nel ‘300 Firenze era famosa per la produzione della pelle: dalla concia alla confezione, dalla vendita all’esportazione. Coloro che si occupavano della concia e della lavorazione delle pelli erano iscritti all’arte dei Cuoiai o Galigai, associati intorno al 1282.

La concia, procedura che permette alla pelle di essere lavorata, veniva esercitata a monte e a valle di Ponte Vecchio, dove le pelli venivano messe a bagno nel letto dell’Arno.

chiarugi-business

Un Brand che si distingue per creatività ed eleganza, anche se il brand nasce nel 1969  rimane giovane e attuale,  basandosi soprattutto sull’abilità manuale artigianale; e poi la pelle lavorata come tessuto, creando pieghe, morbide anse e curve, artigianato di qualità, imparato dai maestri d’arte di una volta

Intervistiamo Emiliano Chiarugi del Brand Chiarugi Firenze:

Artigiano vuol dire mani e cervello, la tecnica viene dopo, ma prima di tutto far fare alle mani quello che il cervello pensa, crea, decide, sogna…….E poi , successivamente, si pensa alla ricerca del pellame migliore, la concia, i colori vegetali, le metallerie, tutto il mondo di accessori che ruotano intorno all’oggetto finito.

Io mi ritengo un “maestro artigiano” perché vuol dire parlare della Toscana, di Firenze che è da sempre la scuola di pensiero dei maestri d’arte, che sono nati qui, in tutti i settori: dall’arte, nascevano nelle botteghe – le “botteghe” del Rinascimento, fucine inesauribili di genio, Verrocchio, Botticelli, Ghirlandaio, Leonardo – botteghe di tutti i settori, fino alla pelletteria, risalente al ‘300, e oggi le scuole di formazione, i vecchi che insegnano ai giovani, è tutto un mondo di “cultura” del lavoro, il nostro artigianato unico ed esclusivo, che tutto il mondo ci invidia; io ho imparato tutto da mio padre, lui è stato un vero “maestro d’arte”, prima gli artigiani erano soli, oggi sono nate le scuole, anzi, le scuole di formazione che sono diventate  centri dove si preserva e si rinnova la cultura artigiana legata al mondo della pelletteria, che oggi suscita paradossalmente molta più attenzione all’estero piuttosto che in Italia.

Il lavoro fatto fino ad oggi non potrebbe sopravvivere senza dei giovani capaci di interpretare e rinnovare questa filosofia del Made in Italy. Mentre all’estero è considerato sempre più un onore imparare a realizzare un oggetto destinato a durare nel tempo, in Italia il “glamour” dell’artigianato è ancora tutto da riscoprire.

Brand-Chiarugi-Firenze

CHIARUGI FIRENZE PELLETTERIA SRL

50054 FUCECCHIO (FI) VIA G. DA VERRAZZANO, 2

39 0571 260902 – info@chiarugifirenze.it

shop.chiarugifirenze.it

Testo: Cristina Vannuzzi Landini

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Leo

Prendersi tutti per mano e farsi partecipi di un’ iniziativa che parte dal cuore, con la speranza che guida, per un bambino che ha il diritto di sorridere……E’ questa la parola d’ordine che mobilita persone ed iniziative spontanee per la raccolta di fondi a favore di Leonardo Di Ceglie, 12 anni, affetto da una grave forma di tumore che aggredisce le ossa e i tessuti molli circostanti, il sarcoma di Ewing.

E allora….tutti insieme per Leo, per la partita del cuore la data da non dimenticare è sabato 23 aprile 2016, dalle ore 16.

L’evento è organizzato da A.I.D.E. Nettuno in collaborazione con ASD Cretarossa Nettunia, Progetto COAV Centro Operativo Antiviolenza, Assocentauri Calcio, Citta Futura e da altre realtà associative del territorio, oltre a Quelli del parco, AIDE Latina, Una cicogna per amica, Asd Nettuno Team Volley.

Le protagoniste saranno tre squadre di calcio, rispettivamente formate dall’Associazione “Assocentauridella Polizia di Stato, gli artisti e VIP “Amici di Leo” e “Avvocati Velletri Calcio” per una entusiasmante partita di calcio che si svolgerà presso lo Stadio “Rizzo” via Ponserico.

Un grande ringraziamento alla società ASD Cretarossa Nettunia per aver messo a disposizione la struttura sportiva.

Madrina della manifestazione la bella modella e attrice brasiliana Vania De Moraes, la presentazione dell’evento sarà di Emanuele Puddu e Monica Cattaneo, confermata l’adesione di ospiti come Salvatore Gabriel Valerio e Equilibrio Precario e con tanti altri personaggi. La partita del cuore “Tutti insieme per Leo” ha lo scopo principale di raccogliere fondi, che saranno consegnati ai genitori di Leonardo per il delicato intervento che il ragazzo dovrà affrontare nel mese di aprile e per le successive cure sperimentali.

E’ iniziato il conto alla rovescia per un momento di solidarietà che parte dal cuore per raggiungere il cuore di chi vorrà donare una speranza a Leo.

 Ufficio Stampa e comunicazione

Natascia Romina Malizia

Accrediti stampa ( giornalisti,fotografi)

nettunoaide@gmail.com

Organizzazione

Anna Silvia Angelini, Alessandra Ludovisi, Andrea Porrello

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Filippo-Cogliandro

Evviva la legalità

di Cristina

A Pescara negli scorsi giorni, 7/8/9 Aprile, si è tenuta “La cena della Legalità” con lo Chef Filippo Cogliandro.

Ospite del Lions Host Pescara, nell’ambito del programma annuale relativo al tema di studio distrettuale “Etica e Legalità” con il coinvolgimento dell’intera  Zona Lions, successivamente il 23 maggio ospite del CNA di Pistoia alla Dinamo Camp e il 7 luglio a Roma, all’Hotel Gianicolo, albergo sequestrato alla mafia per il  “Cibo della vita” ne La cena della Legalità,  il racconto di piccole storie di resistenza in diverse parti d’italia e del mondo.

L’Associazione Lions Pescara ha invitato lo chef calabro Filippo Cogliandro, eletto Ambasciatore della Ristorazione Antiracket nel mondo, per un momento carico di significati sul tema della legalità, per un appuntamento che si pone come obiettivo quello di ricordare le tante vittime innocenti della violenza criminale e mafiosa, e che vuole ribadire la volontà di uno straordinario impegno civile da parte del mondo Lions, al fianco di quanti si spendono quotidianamente contro ogni forma di criminalità e per l’affermazione della cultura della legalità e della giustizia sociale.

Ormai si deve prendere atto che i tentacoli della mafia si sono infiltrati nel settore della ristorazione, infatti, già nel 2011 l’attuale Presidente del Senato Pietro Grasso aveva stimato un volume di affari di un miliardo di euro e non c’è motivo per non ritenere che questa cifra non sia aumentata in modo esponenziale.

E lo chef Filippo Cogliandro, che opera nella difficile realtà calabrese, fedele alla sua convinzione che “il silenzio uccide”, racconta la sua esperienza di imprenditore che si è ribellato alla logica del “pizzo” con Le Cene della Legalità, progetto  nato nel 2012 a Firenze per raccontare  con un Tour nelle diverse città italiane e all’estero la sua cucina abbinata alla cucina del territorio ospite,  il fil rouge che serve da pretesto e da tema per celebrare uno scambio di emozioni e di conoscenze, una rete sociale per raccontare  alla gente la sua storia, un modo di incontrarsi per scrivere insieme la nuova pagina di una storia comune.

Quello di Filippo Cogliandro è un viaggio “usando” la cucina, per raccontare la sua storia coraggiosa che lo ha fatto diventare  uno dei personaggi simbolo della lotta alle mafie in Italia: lo chef calabrese proprietario del ristorante l’Accademia (Reggio Calabria) nel 2008 si ribellò al pizzo e denunciò i suoi estorsori. Da allora la sua vita è cambiata ed è partito il suo impegno per la diffusione della legalità, culminato nella creazione della prima spiaggia “Libera”, l’associazione contro le mafie di don Luigi Ciotti e la nascita del Progetto de Le Cene della Legalità nel 2012.

Prosegue così il Tour gastronomico de “Le Cene della Legalità” di Filippo Cogliandro, il progetto che parla dello chef che si è ribellato alla mafia, che ha rinunciato alla scorta, che vuole raccontare la sua storia soprattutto ai giovani nelle scuole, negli istituti alberghieri….perchè…il silenzio uccide…

Lo chef  Filippo Cogliandro proprone nel corso dei suoi viaggi per il mondo, dei modelli di ” cucina etica” che stanno rivoluzionando il mondo della gastronomia, favorendo le culture locali e contrastando lo spreco alimentare.

Le tappe previste sono l’Aquila, Palermo, Città del Messico, Manaus.

Nel suo menù ogni ricetta diventa la scusa per esplorare prodotti e piatti, per raccontare storie di vita, personaggi e luoghi, un racconto dell’Italia, un raro e ricchissimo crocevia di sapori e profumi, ogni cena racconta un territorio, i suoi vini, le tradizioni gastronomiche di quell’area, la sua cucina e i suoi prodotti tipici. Ogni ricetta è arricchita di una sezione sull’abbinamento con il vino e su parentesi di approfondimento su prodotti locali.


“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

Paolo Borsellino


Nei prossimi giorni pubblicheremo due ricette dello Chef Cogliandro, seguiteci e gustatele con noi!
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lorena e duccio

Un incontro fortuito, quasi per caso, tra il creativo delle calzature da donna Duccio Venturi Bottier e Lorena Baricalla, l’artista monegasca, poliglotta, la sua arte spazia tra danza, canto, regia di spettacoli ed eventi.

Sono incontri magici, un outfit fra artisti, tra Lorena, che ha presentato alla stampa l’ultimo
scarpe-Duccio-Venturi
suo impegno internazionale, la presentazione a Monaco dell’Oscar dello Sport svoltosi ad Ottobre sotto il Patronato del Principe Alberto di Monaco, e Duccio Venturi, alla celebrazione della Patrona di Monaco Santa Devota, alla presenza del Principe Alberto, della Principessa Charlene e delle istituzioni monegasche; l’artista si è presentata all’evento, bella ed elegantissima con un cappotto di Genesia Walle calzando un decolleté nero con punta di vernice creato appositamente per lei da Duccio Venturi Bottier.

Curiosa storia, quella di Duccio Venturi, dalle Marche a Firenze, Montecarlo, Parigi, New York, Londra…..

Noi ve l’avevamo fatto conoscere in occasione dell’apertura del negozio di Parigi.

Non esiste nessun paese al mondo che racconta la moda e l’artigianato come l’Italia, le sue regioni dove nasce l’artigianato, il “fatto a mano” che è diventa arte, la nuova tendenza nel settore del lusso, il certosino e creativo lavoro fatto “con le mani”, in un contesto definito storico in quanto l’alto artigianato è nato proprio a Firenze, nel dopoguerra, da Giovan Battista Giorgini.

E “artigiano di lusso” a buon diritto si può considerare Duccio Venturi, talentuoso shoemaker, cresciuto nelle Marche in una famiglia di produttori di scarpe, con un passato di crescita professionale presso brand famosi, come Cadette, Franco Moschino, Thierry Mugler e Sergio Rossi, ed infine imprenditore lui stesso, insieme alla figlia Aliai, con il suo brand Duccio Venturi Bottier.

Lorena-Baricalla

E’ uno stile nuovo, quello di Duccio Venturi, che si appresta, dopo Pitti Immagine Uomo e aver calzato i famosi piedini dell’etoile della danza Lorena Baricalla a volare a Parigi, nel suo show room e presentare la precollezione F/W 2016/2017.

Negli Usa, come ci dice Duccio Venturi, il nostro made in Italy è credibile, ricercato, amato, gli americani hanno una grande attenzione verso il nostro Paese, che trovano in via di rinnovamento e, specialmente nella moda, cercano prodotti che abbiano una forte artigianalità moderna. Ci chiedono prodotti fatti bene, che si riconoscono dalla grande manualità, il target alto odia l’usa e getta, ma cerca l’ottimo prodotto, sia di fattura che di materiale, la persona elegante si veste per andare avanti negli anni, proprio per avere riconosciuta una sua personalità. Specialmente negli USA vengono privilegiati i prodotti esclusivi per cui costosi e unici, direi che l’eleganza di oggi si basa sul fatto che ognuno diventa stilista della propria eleganza. Sono felice ed orgoglioso, per l’evento a Monaco per le celebrazioni per Santa Devota, di avere creato questo modello di calzature per l’artista Lorena Baricalla, tra le sue origini c’è anche l’Italia e la sua arte, una “artista di lusso” che, con leggiadria e grazia, diventa un passaporto perché varca i confini del mondo.

E subito dopo Monaco e Parigi, la città che ama e considera la sua seconda casa, Duccio volerà negli States e sarà presente, con il gruppo Intermix, negli Usa e Canada e soprattutto a Miami, e in oltre 40 punti vendita.

Successivamente, a febbraio, sarà presente a Londra per la sfilata super cool del duo Palmer/Harding stilisti londinesi, per cui, oltre agli spostamenti in giro per il mondo, sta disegnando le scarpe per la sfilata che sarà presente nel calendario della fashion week londinese.

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www.duccioventuri.com

Lorena Baricalla

www.lorenabaricalla.com

PROMO ART MONTE-CARLO PRODUCTION

www.promoart-montecarlo.com

press Cristina Vannuzzi

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orangebutton-app

Si è tenuta il 29 dicembre 2015 a Pontedera la conferenza stampa di Orange Button, la suite di procedure web rivolte alla pubblica amministrazione.

disabili-cartello

Un’ operazione importante che facilita in maniera sostanziale il rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione con l’introduzione di una serie di procedure che vedono nell’utilizzo del web e degli smartphone l’elemento fondamentale per aiutare nella quotidianità.

Ed è proprio da Pontedera che questo importante Progetto prende il via per essere diffuso in tutti i Comuni Italiani, grazie al Sindaco Simone Millozzi, che ha fortemente creduto nel Progetto, a Michele Stefanelli, Comandante dei Vigili Urbani dell’Unione della Valdera, oltre a SIAT srl, partner del Progetto.

Iniziative che hanno una forte carica innovativa raggruppate in un unico contenitore, Orange Button, capace di uscire dagli schemi tradizionali e gestire il nuovo che avanza, considerando il cittadino e le sue infinite problematiche nei confronti della PA.

Il nostro focus, ha sottolineato Lorenzo Lupi, amministratore unico della Orange Button srl, è dimostrare la facilità di come la rete web diventi un catalizzatore sociale, attraverso cui si possa entrare avendo facilitazioni, abbattendo dunque le barriere della burocrazia.

anagrafe-biciclette

Ecco infatti l’Anagrafe delle Biciclette, una lettura immediata per stabilire i dati della bicicletta e del suo proprietario, i Contrassegni Disabili, per la verifica degli estremi e la validità dell’autorizzazione, Abbonamento Parcheggi, Autorizzazioni Sosta e Transito, Mappature Parcheggi Disabili, l’invio delle segnalazioni per problematiche di interventi di Manutenzione Pubblica, Pagamento Parcheggi, incrocio dati per la Lotta all’Evasione.

alessandro-galli

Emblematica la presenza di Alessandro Galli, nella veste di superconsulente della suite, disabile ed esperto di informatica, testimonial per competenza per arrivare all’eccellenza nello sviluppo delle applicazioni. Infatti, se da una parte può contribuire e soprattutto comprendere tutta la parte tecnologica, dall’altra apporterà nel progetto la chiara esperienza e conoscenza delle problematiche e delle necessità dei disabili.
Alla conferenza, patrocinata dalla Banca di Lajatico, sono intervenuti il Sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, Corrado Guidi, Presidente dell’Unione dei Comuni della Valdera, Michele Stefanelli, Comandante dei Vigili Urbani dell’Unione Valdera, Lorenzo Lupi, amministratore unico della Orange Button Srl, Massimiliano Nassi, responsabile commerciale della Siat Srl.

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Orange Button Srl Sede Legale
50132 Firenze Viale Mazzini n. 40
Ufficio di Pontedera
56025 Pontedera (PI) Via Collodi n. 2, loc. La Rotta
Ufficio di Firenze
50142 Firenze Via del Ponte Sospeso n. 24/R
www.orangebutton.it
Press:cristina.vannuzzi@gmail.com

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Vetrina Linea Vite

NATALE A TAVARNUZZE

di Cristina
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Un tour di sapori, di gusto antico, di fragranze, ma anche la gioia degli occhi, nuvole di lavanda, pennellate di giallo dello zafferano, il verde dei prati, l’abbraccio rassicurante degli olivi, filari di viti: è un invito a “perdersi” nel magico mondo incantato dei paesi intorno a Firenze, Tavarnuzze, Impruneta, Greve in Chianti… per chi apprezza le antiche usanze della campagna, le feste di paese, i colori, le origini della nostra cultura, l’artigianato.

Uno snodarsi di borghi e fattorie, casali e castelli, nel Chianti, da Firenze a Siena, in questa zona affascinante, fatta di antichi mestieri che passano da padre in figlio, il Made in Italy.

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Qui si chiamano artigiani, qui non si parla di delocalizzare la produzione, forse è un segno di appartenenza a una terra e la sua storia, forse è l’orgoglio per farne una questione di identità, ma il momento più evidente dell’appartenenza al territorio si vede a Natale, dove si crea un grande borgo, dove è una festa per tutti, grandi e piccini.

Qui da noi non c’è il problema del Crocefisso ma si espone in piazza il Presepe di cotto della Fornace Mariani Mital, in piazza ci si va con i cavalli e il calesse, dove le donne si mostrano in tutta la loro bellezza; qui si fanno le Casette, delle prelibatezze, sapori antichi per i bambini di oggi.

E poi ci sono gli artigiani, i maestri d’arte, come Simone Mencherini, che per questo Natale
Vetrine-tavarnuzze
ha voluto creare un momento unico, di arte, di alta oreficeria, di gusto… Mencherini ha creato un racconto, fate ed elfi nella vetrina del suo laboratorio, il ritratto di una donna dalla bellezza incredibile, ornata di gioielli che l’orafo riproduce dal vivo, la Linea Vite, creata dall’artista Elisabetta Rogai.

Un racconto d’arte, quello dei 2 artigiani, l’orafo Simone Mencherini e l’artista Elisabetta Rogai, nato nei giorni del Drappellone del Palio dell’Assunta, e continuato con la creazione della Linea Vite, un racconto “di paese” dove forse esiste la serenità, dove il ricordo di borghi antichi, di una vita che si perde nella semplice routine del Borgo, che vive, giorno per giorno, cadenzato, sempre uguale, senza fine…

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www.simonemencherinigioielli.it

www.elisabettarogai.it

Press: Cristina Vannuzzi – cristina.vannuzzi@gmail.com

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